Slow fashion – istruzioni per l’uso

Nel post precedente abbiamo fatto alcune riflessioni intorno al tema Slow fashion. Termine introdotto nel 2007 da Kate Fletcher – designer e insegnante al Centre for Sustainable Fashion di Londra – indica le modalità di produzione e di consumo dell’abbigliamento mosse da istanze affini ai principi dello slow food. Un approccio, un modo di essere basato su scelte critiche e ragionate, prediligendo la qualità piuttosto che la quantità, senza rinunciare allo stile.

Pubblicazione Kate Fletcher, Moda, design e sostenibilità

Ma da dove iniziare per fare di questo orientamento il decalogo dei proprio acquisti?

Come tutti i percorsi, è il primo passo a fare la differenza. Già leggere queste righe è fattore di cambiamento. Un cambiamento che parte dall’interno, dalla mentalità per poi riflettersi sull’armadio. Un cambiamento nel quale al centro prima di tutto c’è la persona, che non solo può così contribuire al benessere della comunità, ma attraverso questo approccio lento può finalmente godere di uno shopping fatto in presenza, senza fretta.

Per iniziare questo percorso ecco “i mai più senza” dello slow fashion:

acquisire consapevolezza di sé stessi e della propria fisicità. Conoscere i capi e i colori che più esaltano le caratteristiche personali è fondamentale per fare le scelte giuste evitando l’acquisto sbagliato, destinato al fondo del cassetto.

individuare il proprio stile. Guardarsi intorno è determinante e per questo lo sguardo va alla strada, alle riviste, ai social come Pinterest,  attraverso cui creare bacheche, ovvero raccolte di immagini che più rispecchiano le proprie preferenze in materia di abbigliamento. Chi sono? Cosa voglio comunicare e rappresentare con i miei abiti? Sono quesiti che posso essere d’aiuto nell’individuazione del proprio stile.

guardare le etichette per capire gli “ingredienti” di cui è composto un abito, alla stregua degli alimenti, seguire il mantra ” meno ma meglio”

no allo shopping bulimico, ricordando di non andare alla ricerca ossessiva di vestiti mossi dal desiderio di colmare un vuoto interiore.

informarsi su brand sostenibili, on-line e off-line

● muoversi tra mercatini vintage

● indossare dei re-fashion, come ad esempio sostituire bottoni originali dal sapore retrò a un vecchio cappotto.

Tutto questo trasforma la moda in uno strumento per esprimersi, divertirsi e conoscersi essendo al contempo responsabili. Un approccio che vuole mettere fine all’insostenibile leggerezza del fashion e muoversi verso una moda positiva.

 

 

Virginia Grozio

instagram: virginia.positivefashion

Foto di copertina: Casey Horner on Unsplash

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