Green is the new ceruleo: scopriamo i Green Carpet Fashion Awards

Come ci è stato magistralmente spiegato nella bibbia di tutte le battute sarcastiche a tema fashion, Il diavolo veste Prada, il processo top down della moda, anche noto come “Dalle star ai comuni mortali”, ci fa ben sperare.

La Camera Nazionale della Moda Italiana ha promosso nel 2018, per il secondo anno di fila, i Green Carpet Fashion Awards. Come spiega il sito della Camera della Moda “questi premi riflettono l’impegno delle case di moda rispetto alle tematiche della sostenibilità ed il loro constante impegno profuso a bilanciare la necessità di innescare rapidi cambiamenti e al contempo di preservare l’heritage e l’autenticità dei piccoli produttori”.

Per l’esattezza i premi sono 13 e sono stati assegnati il 23 settembre al Teatro alla Scala a Milano in una sfavillante serata di gala costellata di star. Giusto per fare qualche esempio, Julianne Moore ha presentato e consegnato il premio The Art of Craftmanship Award agli artigiani di Salvatore Ferragamo. Petra Nemcova e Emily Ratajkowski hanno presentato e consegnato il premio The CNMI Recognition for Community and Social Justice a Diego della Valle e Renzo Rosso. Colin Firth (così, per chiudere in bellezza) ha presentato e consegnato il premio The Handprint Award a Calabria Story

Ecco tutti i premi assegnati

Una categoria particolarmente interessante è quella del premio Franca Sozzani GCC Emergine Designer che “ha sfidato i giovani designer di tutto il mondo a ridefinire il concetto di sostenilità nella moda, avvalendosi della filiera italiana”.

Il vincitore del premio Franca Sozzani GCC Emergine Designer 2018 è stato Gilberto Calzolari per il suo abito di sacchi di juta provenienti dal Brasile acquistati al mercato dei Navigli a Milano.

Il vincitore di questo premio, tra le altre cose, ha l’occasione di presentare la propria collezione durante la successiva Fashion Week di Milano. Il vincitore dello scorso anno, ad esempio, ha presentato la sua collezione proprio durante la MFW18. Tiziano Guardini aveva vinto l’edizione 2017 del premio con un abito che impiegava tra i materiali reti da pesca e plastica recuperata in mare.

Non proprio cosette comode per tutti i giorni insomma, ma quello che è importante è che l’industria della moda ci sta credendo e questo vuol dire che siamo sulla strada giusta e prima o poi vestire in maniera sostenibile potrebbe essere non più una scelta ma la normalità.

Vuoi saperne di più? Visita il sito della Camera della Moda

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